La sfera

Il sentiero si inerpica ripido tra sassi e ciuffi d’erbe. Piergiorgio cammina con passo regolare guardando a terra immerso nei propri pensieri. Marcia da alcune ore godendosi il profumo delle erbe selvatiche e ascoltando il silenzio, rotto solo dal frinire delle cicale. Scaccia una mosca fastidiosa che gli gira intorno da un po’. Si ferma a riposare e tira fuori un fazzoletto per tergersi il sudore e alza lo sguardo per valutare la distanza che ancora deve colmare. Mentre guarda compiaciuto la meta, vede una sagoma rotondeggiante, brillante come l’acciaio, spuntare sul crinale della montagna. Curioso aguzza la vista per tentare di decifrare l’evento, mentre la sagoma che scintilla al sole, mano a mano si innalza sempre più. In ciò che Piergiorgio percepisce come un tempo contratto, la sfera d’acciaio – ora è chiaro – ha quasi raggiunto il colmo del crinale e, in un batter di ciglia, lentamente, prende a rotolare giù dal pendio e acquistare velocità.

Stupore, incredulità e terrore. In una frazione di secondo calcola percorso e la velocità, e si rende conto, agghiacciato, di essere sulla traiettoria. Nel panico esplodono immagini e pensieri sparpagliati. Restare o tentare la fuga, immagini di Lia quando erano stati al mare, dei suoi genitori, quell’albero sarà in grado di deviarne il corso? l’appuntamento di domani in ufficio con il capo, un infinito struggimento, la vita è stata bella, se non fossi qui da solo, perché ho comprato l’auto nuova? devo spostarmi, fare qualcosa, è troppo grande, com’è maestosa e come brilla quasi mi acceca, l’appuntamento col dentista, non ho avuto fede, non mi vedranno arrivare, qualcuno verrà a cercarmi, oddio non posso più farci niente! non ho portato i documenti al commercialista, là, un ramo e un grosso masso, che ne è stato dei miei sogni di ragazzo? posso provare, presto! qualcuno piangerà per la mia morte? mi manca qualcosa, ma non so cosa, le mie gambe pesano, ho paura, paura, paura, e sono incazzato, perché proprio a me?

Il fondo valle non c’è più, perduto in un bagliore silenzioso come l’eternità.

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