Perchè abitare in Barriera di Milano

Circoscrizione 6

Barriera di Milano, spesso chiamata semplicemente Barriera, è un antico quartiere di Torino situato a circa 1,5 km a nord dal centro storico cittadino. È sorto storicamente come borgo proletario e operaio.

Confina a sud col quartiere Aurora, attraverso corso Vigevano-corso Novara, a ovest con corso Venezia, compreso il Passante ferroviario di Torino linea Lanzo-Ceres; a nord e a est con via Sempione-via Gottardo, compresa l’ex-ferrovia verso l’ex-stazione merci Vanchiglia fino a corso Regio Parco, ai confini col quartiere omonimo.

Un tempo Barriera di Milano assieme a Mirafiori Sud era il cuore dell’industria torinese. Negli ultimi anni ha subito molte trasformazioni, senza però ritrovare un’identità forte come quella che aveva tra gli anni Sessanta e Settanta. Iniziative come Barriera-fiera nascono dall’esigenza di ritrovare quella forza imprenditoriale che aveva contraddistinto il quartiere, fino alle dismissioni degli anni 90’. Un progetto ambizioso che parte non a caso da piazza Foroni, sede del mercato simbolo di un commercio tuttora vivace. In questa parte di Barriera si può ammirare la maestria di materassai, intagliatori del legno e cestai, con dimostrazioni in piazza. Al loro fianco le scuole di formazione, che tenteranno di avvicinare i giovani al mondo dell’artigianato.

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In Barriera di Milano, che negli ultimi decenni ha scontato un’esagerata impopolarità, esistono importanti progetti di riqualificazione e zone molto interessanti, ben servite, con estese aree verdi e molto vivibili, come ad esempio la zona intorno a Piazza Respighi. Una piazza che rappresenta il cuore pulsante di una zona commercialmente vivace e ben collegata al centro cittadino.

La parte che per lungo tempo ha subito il maggiore degrado è quella che si estende tra corso Giulio Cesare via Cigna. Va però detto che gli sforzi per la riqualificazione, sono partiti proprio da lì.

Uno di questi, in Via cigna, è l’ex capannone da 9.000 mq della Gondrand che verrà destinato all’uso commerciale e ospiterà diverse attività: una profumeria, un fai da te e quasi certamente un mobilificio. Il capannone vecchio e gli uffici saranno demoliti. Verranno tirati su due nuovi fabbricati, destinati alla ristorazione. Su richiesta del Comune, sarà disponibile anche un giardino di pubblico, la cui manutenzione sarà gestita dai privati, e uno spazio coperto di 700 mq e di 1500 scoperti destinati a ospitare eventi e spettacoli.

Sempre in via Cigna, al 144, dal 2014 è stato inaugurato il MEF – Museo Ettore Fico – un nuovo spazio dedicato all’arte moderna mentre e, poco oltre, nell’ex Incet è stata realizzata l’area per un centro polifunzionale di servizi integrati per la collettività. Il centro polifunzionale ospita, sul fronte sud, una serie di spazi destinati a servizi per lo sviluppo di impresa, mentre nei due piani della manica est sono insediati servizi per la collettività e che comprendono anche alcuni spazi destinabili al culto di confessioni religiose minoritarie recentemente consolidatesi sul territorio.

Rimarchevoli sono altre due attività che hanno trovato la propria collocazione all’interno dell’ex Incet: la prima è EDIT un birrificio-laboratorio per chi vuole tentare la via del mercato e non sa dove sperimentare le intuizioni e le ricette che ha in serbo, ma che offre uno spazio anche a cucine professionali. La seconda, una parte dell’Accademia Albertina che ha preso in affitto nell’ex stabilimento quasi mille metri quadrati per gli studenti di scenografia teatrale, cinematografica e televisiva, con sartoria, trucco e maschera.

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Per quanto riguarda i prezzi di acquisto degli immobili, non è facile dare una valutazione oggettiva perché il rione comprende zone più o meno apprezzate:

oscillano moltissimo a seconda della microzona e dello stato di conservazione dell’immobile e variano quindi tra gli 800,00 e i 2.000,00 €/mq.

Ciò che rende interessante l’acquisto di una casa in questa zona è l’incontrovertibile considerazione del buon rapporto qualità/prezzo, soprattutto in vista della futura realizzazione della metropolitana che farà, inevitabilmente lievitare il prezzo/mq.

Nonostante la passata fama di zona grigia e industriale e nonostante la massiccia edificazione degli anni cinquanta e sessanta, il quartiere è attualmente ricco di molte aree verdi, alcuni attrezzate con giochi per bambini, frutto di una politica di profonda ristrutturazione e riqualificazione da parte del Comune negli ultimi quindici anni. Rimanendo in via Cigna, l’’Area DELTA, è il polmone verde della zona: un’area di ben 20.000 mq.

Poco più a Nord, Parco Sempione: sorge a 100 metri dall’importante snodo veicolare di piazza Rebaudengo ed è sede di polisportive e di un’importante piscina olimpionica allo scoperto, utilizzabile d’estate. Si contano anche il Parco Aurelio Peccei, inaugurato il 31 maggio 2015 dal Sindaco di Torino, sorto sull’ampia area ex-industriale della Spina 4, compreso tra via Cigna, via Valprato ed il passante ferroviario, con soluzioni tecnologiche e di ambientazione architettonica molto innovative; e l’area verde denominata “La scarpa turca”, inaugurata il 27 gennaio 2017 lungo la Spina 4, in via Cigna angolo via Cervino, dalla caratteristica forma simbolica a rappresentazione di tutti i migranti e di chi cammina verso un nuovo futuro

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L’area a ridosso di via Bologna è caratterizzata da anni da una bella zona residenziale circondata da ampi spazi di verde, traffico scarso e molte ciclabili. Forse l’unico neo è che non è molto servita sul piano del commercio, facendone sostanzialmente una tranquilla zona dormitorio. Alla mancanza di servizi commerciali si rimedierà nel prossimo futuro con il grandioso progetto di recupero dello scalo Vanchiglia. Qui è prevista la costruzione di una torre di 60 metri che sorgerà all’angolo con corso Novara e via Regaldi destinata a ospitare residenze o residenze universitarie o entrambe. Il progetto occupa 40 mila mq e ne destina 28 mila allo shopping: il primo esempio di centro commerciale molto integrato, rivestito da una copertura verde e con un parco di 70 mila mq.

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