Perchè abitare in San Donato

Circoscrizione 4

San Donato è un quartiere di Torino che fa parte della Circoscrizione 4 situato a nord-ovest dal centro.

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E’ un’area compresa e delimitata a nord tra fiume Dora Riparia e corso Mortara, ad est da corso Principe Oddone, ad ovest da corso Lecce/corso Tassoni nel quartiere Parella, con il quale condivide il sotto-quartiere del Campidoglio a sud da corso Francia, a ridosso del quartiere Cit Turin (Circoscrizione 3).

Antico borgo del Martinetto, oggi quartiere San Donato – nome dato a causa dei martinetti idraulici per il pompaggio dell’acqua dal vecchio canale Ceronda (oggi inesistente), usato per i vecchi mulini Feyles che si trovavano nell’attuale sito di Corso Tassoni, 56 – è un quartiere variegato, che presenta realtà diverse.

La più importante riguarda la grande differenza, che è andata accentuandosi negli anni, tra la zona più vicina al centro, considerato corso Regina Margherita come uno spartiacque e fino a corso Francia, caratterizzata da una zona residenziale costituita da palazzine storiche che comprendono splendidi esempi di liberty – soprattutto intorno al primo tratto di corso Francia -, e dall’altro lato, un ex area industriale, recentemente convertita a residenziale con il progetto estensivo della Spina 3 che, a partire dagli anni ’90, ne ha cambiato radicalmente il volto e la popolazione. Questo nuovo insediamento con i grandi centri commerciali ha in parte, complice anche la cronica crisi economica, minato l’economia del commercio di vicinato intorno a Via San Donato che non ha resistito all’impatto determinando la chiusura di molti negozi.

L’area dell’attuale Spina 3, che si estende a nord di corso Regina Margherita, fu caratterizzata dapprima dalla presenza di vasti latifondi di proprietà religiosa, e divenne nel secolo scorso una vasta area di industrie manifatturiere, le più estese e importanti delle quali furono la Teksid e la Michelin. Curioso ricordare che il quartiere dette i natali al famoso gianduiotto di Torino ad opera della Talmone-Caffarel-Prochet e alle Pastiglie Leone, che qui avevano il loro stabilimento.

Nel suo complesso è certamente uno dei quartieri che negli ultimi anni ha subito e goduto di un radicale restyling e una riorganizzazione che ne ha trasformato anche l’assetto sociale. Nell’ex area della Fiat Ferriere e l’ex fabbrica Michelin un intero complesso di moderni caseggiati ha permesso l’insediamento di una popolazione per lo più costituita da giovani famiglie, favorite anche dall’offerta di spazi verdi e di servizi, mentre nella zona vicina al centro l’età media della popolazione si assesta sulla media della popolazione torinese, intorno ai 62 anni.

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La differenza si riverbera anche sui prezzi d’acquisto nelle due zone.

Nella zona compresa tra Corso Francia e Corso Regina, quella più antica, i prezzi oscillano tra i 1.000,00 e i 1.750,00 €/mq, mentre nella parte più nuova, quella intorno alla Spina 3 i prezzi oscillano tra i 1.500,00 e i 2.300,00 €/mq.

Come ogni quartiere ha microzone che ancora devono essere riviste e aspettano il rilancio. Nella parte più a ovest del basso san Donato, nella sottozona Campidoglio (a metà tra San donato e Parella) indicativamente situato tra corso Regina Margherita e corso Svizzera, si percepisce la necessità di una sistemazione delle vie interne con la realizzazione di una viabilità che dia nuovo respiro, incentivando un traffico più lento e integrato con ciclabili, giardinetti e  nuovi punti di aggregazione sociale, mentre verso il parco Dora e corso Principe Oddone questo è già stato fatto ed è appena partito, e in fase di attuazione, dove prima c’erano solo terreni abbandonati per via dei lavori di riapertura di questo tratto ella Dora, la realizzazione di nuove aree verdi con piste ciclabili.

Uno dei maggiori contributi alla creazione di aree verdi è stato certamente la creazione del tunnel, il cui cantiere ha preso avvio nel gennaio 2007, sviluppatosi in corrispondenza della trincea ferroviaria utilizzata per il trasporto di materiale tra gli stabilimenti delle ex Ferriere Fiat. L’interramento del traffico veicolare ha consentito di liberare l’accesso al fiume dalla zona nord del Parco Dora, eliminando l’attuale tracciato di corso Mortara tra via Borgaro e via Orvieto.

Altrettanto rilevante, soprattutto per l’impatto visivo e per aver migliorato la qualità della vita di oltre tredicimila famiglie della zona, è stato l’abbattimento dell’opprimente e antiestetica sopraelevata di corso Mortara: questo però ha determinato anche l’abbattimento della vecchia stazione Dora, e la creazione dell’”infernale” rotonda di piazza Baldissera. Chi è costretto a percorrerla tutti i giorni, ogni volta incrocia le dita, perché l’ingorgo è sempre in agguato.

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