Sondaggio sulle tendenze del mercato immobiliare di Torino

Sondaggio

Risultati del sondaggi sulle tendenze del mercato immobiliare di Torino effettuato ad aprile 2020.

Innanzi tutto grazie per avere partecipato.

Lavorando nel settore immobiliare e costretta a sospendere la mia attività lavorativa, ho cercato di mettere a frutto il mio tempo tentando, contemporaneamente, di dare una forma a un interrogativo che mi faceva riflettere, cioè: cosa avrei trovato al ritorno.

Mi sono tenuta aggiornata, leggendo articoli e guardando proiezioni di scenari futuri come, per esempio, il primo rapporto Nomisma sul mercato immobiliare del 25 marzo 2020. E’ evidente che, data la peculiarità, l’unicità, della situazione che abbiamo vissuto e che ancora stiamo vivendo, fare delle previsioni è molto, molto difficile.

Perché allora non cercare almeno di capire il ‘sentiment‘ del mercato?
Cioè, molto semplicemente chiedere a voi cosa ne pensavate.

Prima di iniziare, alcune premesse:

  1. Il sondaggio fotografa le opinioni in un limitato periodo di tempo, nell’hic et nunc, il qui e ora. Con buona probabilità, se lo ripetessi durante l’agognata fase 2, i risultati potrebbero essere ancora diversi. Il sondaggio ha un valore solo nella misura in cui si attribuisce una certa resistenza della mente umana al cambiamento. Generalmente, non si cambiano repentinamente le opinioni, ma è il frutto di un lungo lavorio. Tuttavia, e anche se questo è verosimile, si possono tentare di individuare delle tendenze, che interessano a me, in quanto consulente immobiliare, e a voi come potenziali compratori o venditori di immobili.
  2. Le risposte arrivano con un certo segno, una certa valenza, anche per come le domande sono state formulate. Ho scelto quindi di portare le domande su un terreno più neutro possibile, senza menzionare o enfatizzare la situazione del momento.
  3. L’ho spedito a un gruppo selezionato di contatti, più tutti quelli che hanno risposto perché l’hanno visto sulla mia pagina Facebook. Il “campione”, essendo circoscritto al territorio di Torino e con prevalenza in certe fasce di età non ha assolutamente la pretesa di avere una validità “assoluta” ma solo indicativa.

 Fatte queste premesse ecco di seguito il risultato del sondaggio, che commenterò brevemente.

Considerazioni personali sul sondaggio.

  1. Con riguardo alle prime 3 domande  (1. Indicate la vostra fascia di età, 2. Ritenete che il mercato nei prossimi mesi sarà più dinamico?, 3. Siete d’accordo con l’affermazione che il mattone è sempre un bene rifugio?) mi ha colpita come, nonostante tutto quello che negli ultimi anni si è detto sulla perdita di redditività dell’investimento immobiliare, il 50% pensa ancora che il mattone sia un bene rifugio: credo che vada messo in stretta relazione con l’età degli intervistati che nella fascia “60 e oltre” sono il 57%. Dato questo che, aggregato con la fascia 45-59, arriva a cubare l’89%. Proprio questo può rivelarsi uno dei limiti del sondaggio. Il campione è frutto del caso e delle circostanze.
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  1. Riguardo alla domanda nr. 4 (Se aveste un immobile da vendere, lo mettereste sul mercato nei prossimi sei mesi?), si evince che pochi, solo il 17% circa, sono disposti però a mettere sul mercato un immobile in questo momento e la maggioranza (il 45% circa) risponde un secco no, mitigato dal 36% che aspetterà di vedere cosa succederà nei prossimi mesi.
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  1. Una moderata deriva pessimista è ancor più evidente nelle risposte alla domanda nr. 5 (Secondo voi, che andamento avranno i prezzi del mercato immobiliare nei prossimi sei mesi?). Il 64% pensa che i prezzi diminuiranno. Tuttavia alla domanda nr. 6 (Se doveste vendere, in quanto tempo riterreste ragionevole concludere la vendita?) la maggioranza degli intervistati si aspetterebbero di vendere casa entro 6 mesi dalla pubblicazione dell’annuncio. In effetti, nel mercato vivace degli ultimi due anni, un immobile opportunamente pubblicizzato e con il prezzo corretto, veniva venduto in un tempo compreso tra i 3 e i 6 mesi. Ma avendo risposto che il mercato sarà poco dinamico, l’idea di poter vendere in sei mesi appare più un augurio che non una convinzione fondata.
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  1. La domanda 7 e la 8 (7. Assegnate una priorità a ognuna di queste voci riferendovi al mercato immobiliare di oggi, nel 2020. Nel prossimo futuro, scegliereste di comprare o vendere casa secondo quale criterio e 8. Come valutavate le stesse opzioni nel mercato dell’anno scorso, nel 2019 – le risposte possibili erano: Rapporto qualità/prezzo – Collocazione – Stato di conservazione)cercavano di far emergere, ove esistesse, nei due periodi proposti, 2019 e 2020, uno spostamento nei criteri di scelta che si adottano per acquistare casa. In realtà non si assiste a un apprezzabile cambiamento. I criteri principali rimangono, nell’ordine, la posizione dell’immobile, il prezzo e solo in ultimo anche il suo stato di conservazione.
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  1. Per il successo in una azione di vendita (domanda nr. 9 (Secondo voi, quali sarà l’elemento vincente per vendere nei prossimi sei mesi?) il prezzo, seguito dall’ubicazione dell’immobile, viene percepito come il fattore fondamentale. Solo un 17% circa ritiene che un’azione di marketing possa essere importante. Su questo punto, in particolare, si potrebbe cogliere un’incongruenza con quanto affermato – nella domanda successiva nr. 10 (Pensate che oggi sia importante, per vendere, comprare o permutare affidarsi a uno specialista del settore?) – dall’84% degli intervistati sull’opportunità di affidarsi, per la vendita, a uno specialista del settore. L’incongruenza è solo apparente, perché a mio avviso si svela che, nonostante la difficoltà che spesso un consulente incontra a far capire al cliente che il prezzo deve essere più vicino possibile a quello di mercato (pena non vendere o impiegarci un tempo fuori dalla norma), l’intervistato medio ha “metabolizzato” che il prezzo è l’argomento vincente. Se a questo si affianca un buon progetto di marketing, ancora meglio, perché accorcerà ulteriormente i tempi o permetterà di vendere al meglio, e in tal senso vanno anche le risposte alla domanda nr.11 (Perché affidarsi a uno specialista del settore? Esprimi un voto per ognuna di queste affermazioni)
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  1. Infine, con le domande nr. 12 e nr. 13 (12. Attualmente abitate e 13. Nel futuro, dove vorreste comprare una casa – risposte possibili: In città, In prossimità della città, In collina, In campagna, Altro)ho tentato di capire come l’esperienza traumatica del confino nelle mura domestiche potesse cambiare il criterio di scelta di un’ipotetica o futura dimora: se cioè continuare a vivere in città, in collina (riferendosi naturalmente alla situazione di Torino), nel circondario della città o in campagna. Si conferma la città come scelta prevalente – il 50% circa – seguita (e questa è la novità!) da “altro”, che passa dallo 0% a quasi il 30%. La collina perde ancora, contro le mie previsioni, e passa dal 29% al 10% come luogo ideale nel quale vivere.  Mi arrischio a pensare che questo “altro” (che, sbagliando, non avevo dato la possibilità di definire meglio) sia la risposta emotiva più evidente in tutto il sondaggio. “Altro” avrebbe potuto essere, il mare, la montagna e persino una casa all’estero! E in questo ravviso il vero sogno di evasione che tutti noi abbiamo provato.
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Grazie per l’attenzione.

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